Il ciclo infinito del latte salato 😵🔁🥛
Più bevevo… più me ne versavano. E sempre con quel sorriso disarmante!
Il vero problema, però, non fu tanto il sapore terribile.
Fu il fatto che — forse per educazione, forse per sopravvivenza spirituale — ogni volta che mi veniva offerto, cercavo di superare lo shock e ingoiare tutto d’un fiato.
Pensavo: “Finisco il bicchiere, stringo i denti… e basta così.”
E invece no.
Appena posavo il bicchiere vuoto, come in un loop karmico senza fine, il monaco incaricato a questa — diciamolo — dolce condanna, me lo riempiva di nuovo. Sempre con un sorriso gentile e sereno, come se mi stesse offrendo il nettare degli dei. 😇
Io, dal canto mio, non osavo chiedere quanti bicchieri fossero previsti, né volevo mancare di rispetto. Così continuavo…
Uno dopo l’altro…
…verso l’illuminazione o l’intossicazione da sodio. 😅
🧘♂️ Curiosità: perché il latte salato?
Nella tradizione tibetana, offrire latte salato agli ospiti è un gesto di ospitalità e rispetto. Si tratta di una variante del più noto té al burro di yak (chiamato po cha), una bevanda molto diffusa in Tibet, preparata con té nero, burro e sale.
Il sapore, per chi non è abituato, può risultare scioccante, ma ha una funzione importante: nutriente, riscaldante e simbolicamente purificante, viene offerto soprattutto durante i rituali o le cerimonie spirituali.
Per i tibetani è un gesto sacro, per noi… un’esperienza da raccontare! 😅
Effetti collaterali (o forse miracoli?) 🤒🔄✨
Quando il corpo cede… ma lo spirito si risveglia
Il giorno dopo, non saprei dire se fu colpa del latte salato o della potenza della Puja, ma stetti male tutto il dì. Una specie di purificazione forzata, diciamo così… 🤢🌀
Mi sentivo svuotato, febbricitante, come se il mio corpo stesse reagendo a qualcosa di troppo grande da contenere.
Eppure, proprio quando pensavo di aver toccato il fondo, l’indomani mi svegliai con una leggerezza nuova.
Il malessere era sparito, la mente limpida, il cuore in pace.
Come se quel sorso di sale sacro avesse spazzato via qualcosa di vecchio, per fare spazio al nuovo. 🌅
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