Dalla Verna alla nostra strada: ciò che San Francesco può ancora insegnarci
Nel dicembre 2025 mi sono recata con la mia famiglia a Chiusi della Verna, un piccolo paese in provincia di Arezzo.
La nostra meta era il Santuario della Verna, il luogo in cui San Francesco d’Assisi ricevette le stimmate.
Un passo dopo l’altro, tra i boschi, lungo i sentieri. Tanti gradini da percorrere e, qua e là, enormi pietre sulle quali Francesco si fermava a pregare e a riposare. Lo sguardo rivolto verso il cielo e verso la valle che si apre davanti agli occhi. L’accensione delle candele, la galleria di immagini rappresentate sulle pareti.
In quel luogo, ancora oggi così profondamente intriso di spiritualità, la natura e il santuario sembrano fondersi e diventare un unico, grande spazio di contemplazione.
Non occorrono effetti speciali né particolare immaginazione. Lo Spirito sembra precedere chi arriva e farsi sentire con forza. Basta avere ilcuoreaperto per ascoltare quel silenzio e lasciarsi entrare dentro ciò che quel luogo racconta.
E, passo dopo passo, nasce una consapevolezza particolare:i nostri passi stanno camminando sopra i passi di Francesco.
Calpestano la terra da lui amata, venerata e benedetta. Si sovrappongono ai passi dei tanti pellegrini che, nel corso di otto secoli, hanno percorso questi sentieri pregando, sperando e cercando Dio.
I boschi di Chiusi della Verna, sulle orme di San Francesco
I boschi di Chiusi della Verna, come ogni luogo vissuto nei 44 anni di Francesco, ci raccontano che forse non occorrono tanti miracoli o prove dell’esistenza di Dio per credere. Basta fermarsi e contemplare la natura, sentire l’odore dell’incenso e delle candele, ascoltare i mantra silenziosi dei rosari sgranati, mangiare nella semplicità al refettorio del pellegrino.
Sembra un tempo senza epoca, in cui Francesco si fa sentire con forza proprio perché non si fa forte di se stesso, ma diGesùCristo, tanto amato da ricevere parte del suo calvario, le stimmate.
Francesco ha una grandezza fatta di umiltà. Ha una grandezza fatta di contemplazione e ringraziamento del creato. Ciò indica che lui è stato protagonista della sua vita andando oltre se stesso, senza ricercare altro che il volere divino.
L’eredità di San Francesco
San Francesco ha lasciato tutti i suoi beni, donandoli ai poveri, ha ricercato costantemente Dio e amato la bellezza di ciò che aveva intorno. Ha ascoltato ciò di cui c’era bisogno.
Con la sua semplicità ha creato ciò che tutt’ora ci rimane come semplicissima quanto potente eredità: ilCantico delle Creature, ritenuto uno dei primi grandi testi poetici scritti in volgare, e il presepe, meravigliosa rappresentazione della Natività.
Due veri e propri patrimoni che sopravvivono dopo 800 anni, si rinnovano e continuano a parlarci.
San Francesco e il nostro tempo
Siamo in un’epoca in cui la normalità è l’ostentazione sui social network della propria vita, l’imposizione della propria volontà e della propria persona, un narcisismo tanto diffuso quanto quasi tollerato, la rivincita su ogni cosa attraverso l’affermazione di se stessi.
Dopo 800 anni Francesco ci insegna che possiamo andare controcorrente, stravolgendo l’attuale modello di protagonismo. Possiamo essere i reali protagonisti della nostra vita, prendendo esempio da Francesco che, passo dopo passo, sui suoi passi, ci indica di procedere per la nostra strada, con i nostri passi, diversi dai suoi e da quelli di qualsiasi altro.
Ciò che rimane di San Francesco
Cosa è rimasto dell’immagine di Francesco? Qualche rappresentazione iconografica che segue la descrizione tramandata del suo aspetto. Ma non è ciò che noi ammiriamo di lui.
Non è il suo aspetto: è il suo modo di vedere il mondo, la sua forza, lafedeche lo ha avvicinato a Cristo, vivendo sulle sue mani le stimmate.
Si può vivere come Francesco?
Di fronte alla bellezza del messaggio di Francesco, sorge una domanda:si può vivere come san Francesco?
Sempre e comunque, volenti o nolenti, fin dalla nascita la vita pone sfide a noi e a chi ci sta accanto. Da quando siamo piccoli, occorre che qualcuno si occupi di noi, per poi farci “crescere le ali” e volare in autonomia. Ma questo comporta spesso impegno, lotte e difficoltà.
Chi non auspicherebbe di vivere senza giudizi, ricevuti e dati agli altri, senza guerre personali, senza continui pensieri e ansie?
La vita di Francesco appare per molti aspetti invidiabile. Ma anche lui ha vissuto le stimmate e ha scritto ilCantico delle Creatureormai in fin di vita, malato, senza la possibilità di vedere più con i suoi occhi gli elementi delle sue benedizioni.
Anche lui ha sofferto per ciò che riteneva giusto, ha lottato per la pace e si è caricato della missione di una Chiesa che andava sorretta dalla semplicità. Il sogno del Papa ne era stata la prova.
Seguendo la strada di san Francesco
Ordini religiosi e laici seguono la strada di San Francesco da secoli, e diversi santi sono stati proprio francescani. La loro vita si avvicina alla sua, ma, come quella di ognuno di noi, non potrà essere la stessa.
Possiamo prendere esempio e provare a incamminarci.
Partire da oggi..
Se non sappiamo come fare… partiamo da oggi.
Il mese di settembre è solitamente un mese caotico. Concluse le ferie, riprendono le tante attività, ricomincia la scuola, si avviano nuovi progetti e tante persone si sposano proprio in questo mese.
Per la Chiesa, settembre racchiude diverse festività: la Natività diMaria, l’8 settembre, la festa del suo Santissimo Nome, il 12 settembre, e la festa di San Padre Pio.
Quest’anno, il 2026, settembre ci accompagna verso una ricorrenza importante: gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta il 3 ottobre 1226 e ricordata dalla Chiesa il 4 ottobre.
Possiamo iniziare oggi a prepararci alla festa di colui che ci indica la strada, proprio come se fossimo a Chiusi della Verna: un passo dopo l’altro, andare incontro all’Amato, Gesù, seguendo i passi di Francesco, ma percorrendo la nostra strada.
Come iniziare a camminare
Come fare questo? Partendo dalle lodi e dalle benedizioni. Dalla gratitudine. Dal chiedere la forza. Dallapreghierasilenziosa e dallameditazione, che ci permettono di interiorizzare un’attitudine del cuore, un mantra continuo che lentamente si insedia.
Queste azioni non risolvono i problemi della vita in modo magico ed eclatante. Non sistemano ciò che vogliamo noi, nella modalità in cui lo vogliamo noi. Ma diventano un sostegno, un fondamento, e possono trasformare il nostro modo di vivere le cose, la nostra interiorità, avvicinandoci a Dio.
Piccoli passi sui passi di Francesco
Per concludere, vi inserisco un’opera citata prima. Personalmente l’ho ascoltata tante volte da bambina, l’ho studiata in prima superiore come una delle prime opere scritte in lingua volgare. Oggi mi trovo a leggerla ai miei figli che, guardando il cielo, riescono ad emozionarsi vedendo la luna e a ringraziare per la giornata di sole… facendo così piccoli passi sui passi di San Francesco.
Preghiera sui passi di San Francesco
Signore,
insegnami a camminare con semplicità,
un passo dopo l’altro,
senza cercare di essere ciò che non sono.
Donami un cuore capace di fermarsi,
di contemplare la bellezza del creato
e di riconoscere, nelle piccole cose di ogni giorno,
la tua presenza.
Come Francesco,
insegnami a vivere con gratitudine,
ad avere la forza di affrontare le difficoltà,
a cercare la tua volontà
anche quando non coincide con la mia.
Fa’ che possa seguire i passi di Francesco
senza dimenticare i miei,
percorrendo con fiducia la strada
che hai preparato per me.
E quando arriveranno la fatica,
il dubbio o la sofferenza,
ricordami che non devo avere tutte le risposte:
devo soltanto continuare a camminare,
con il cuore rivolto a Te.
Laudato sii, mio Signore,
per ogni passo che mi avvicina a Te.
Amen.
Un piccolo passo
Forse non possiamo vivere come San Francesco.
Ma possiamo scegliere, ogni giorno, un piccolo passo nella sua direzione.
Un passo verso la semplicità.
Verso la gratitudine.
Verso l’ascolto.
Verso Dio.
La Perla Bluvi accompagna nel vostro cammino interiore, un passo alla volta.
🌿 E oggi, quale piccolo passo scegliete di compiere?





